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martedì 17 ottobre 2017

#RiallacciailNasone

Nell'estate scorsa la città di Roma ha scoperto la “crisi idrica”, con il rischio di razionamento dell'acqua sventato solo a spese dei comuni che circondano la capitale, i quali non solo hanno subito interminabili sospensioni del servizio evitate ai romani, ma vedono le loro risorse idriche, e quindi i loro territori, sempre più in difficoltà.


La città di Roma ha anche scoperto che la “crisi” non è solo legata alle scarse precipitazioni, peraltro ormai strutturali a causa dei cambiamenti climatici, ma anche al fatto che oltre il 40% di acqua viene disperso lungo la rete idrica gestita da Acea. Da anni le realtà che si occupano di acqua pubblica denunciano i mancati investimenti sulla rete, nonostante Acea produca ogni anno milioni di dividendi.

In questo contesto appare una beffa la chiusura degli storici “nasoni” romani, avallata dalla Giunta Raggi nonostante la “promessa” dall'Assessora Montanari, che durante un'iniziativa pubblica il 10 luglio assicurava: “Non chiuderemo i nasoni”.

E' bene ricordare che le fontanelle di Roma usano meno dell'1% dell'acqua che viene distribuita nella rete cittadina, e in cambio forniscono un servizio essenziale, contribuendo a diminuire il consumo di acqua in bottiglia e il relativo inquinamento, e garantendo l'accesso all'acqua potabile a circa 10 mila persone che vivono nella Capitale in condizioni di fragilità.

Una misura cinica e inutile quindi, se non per chi fa affari commerciando acqua in bottiglia.

Per questo abbiamo lanciato la campagna #riallacciailnasone, che esorta la Giunta Raggi a riaprire le fontanelle e ad impegnarsi per la tutela della risorsa idrica, destinando gli utili di Acea alla riparazione della rete idrica piuttosto che alla distribuzione di dividendi.

Facciamolo insieme, con tutta la fantasia che una battaglia come questa si merita.


Partecipa alla campagna

Di seguito alcuni consigli 



1) Fai una foto ad un nasone chiuso con uno dei cartelli scaricabili qui o inventa la tua rima usando questo oppure scrivi una frase come questa:

Raggi, #riallacciailnasone. Acea ripara le perdite


2) Posta la foto sui profili Facebook del tuo presidente di Municipio della sindaca a questo link e dell'Assessora all'ambiente Pinuccia Montanari a quest'altro link e twittala taggando: @virginiaraggi e @MontanariPin

Di seguito alcuni esempi di tweet

- @virginiaraggi, #nasoni usano 1% di acqua, perdite #Acea ne sprecano 40% #riallacciailnasone, ripara le perdite!

- @MontanariPin ma non avevi detto “Stop a chiusura Nasoni”? Problema sono perdite #Acea #riallacciailnasone

- @virginiaraggi @MontanariPin. L'acqua c'è, i soldi per non sprecarla pure. Usare dividendi #Acea per riparare rete #riallacciailnasone


3) Partecipa alla mappatura dal basso dei nasoni chiusi che trovi sul sito di ReTer


4) Rimani aggiornato sulle prossime iniziative seguendo il blog bastadistacchi e l'hashtag: #riallacciailnasone


5) Se fai parte di una realtà/comitato/associazione, etc... e vuoi mandare l'adesione alla campagna scrivi a: nodistacchi@gmail.com

giovedì 9 aprile 2015

L'AEEGSI mette a rischio il diritto all'acqua? Provi a stare senza!



Distacco simbolico nella sede dell'Autorità, per lanciare la rete romana degli sportelli contro i distacchi idrici

Oggi un gruppo di attivisti della rete “Diritto alla città” ha chiuso il contatore dell'acqua della sede dell'Autorità per l'Energia il Gas e il Servizio idrico (AEEGSI), per far provare cosa significa rimanere anche solo mezza giornata senz'acqua.

Dietro una rispettabile facciata l'azione dell'AEEGSI sta infatti facendo aumentare le bollette e mettendo a rischio il diritto all'acqua in tutta Italia.

L'autorità “indipendente”, i cui stipendi sono però pagati dai gestori, ha avanzato una proposta alla Commissione Ambiente al Senato, subito recepita dal Sen. Mirabelli (PD), che cancella il diritto al flusso minimo vitale idrico per chi si trova in situazioni di morosità. Come dire che il diritto all'acqua non deve essere universale, con buona pace dell'ONU e di un referendum che hanno affermato il contrario.

In tutta Italia i gestori stanno intensificando i distacchi idrici come metodo di recupero crediti, ma in risposta stanno nascendo esperienze di resistenza dal basso, come la rete di sportelli antidistacco nata a Roma contro i distacchi indiscrimanti di Acea e contro le nuove privatizzazioni Renziane, alle quali la giunta Marino sta obbedendo ciecamente.

Il prossimo appuntamento sarà il 23 aprile, alle 11 sotto la sede di Acea in Piazzale Ostiense, dove si parlerà di diritti e di gestione “comune” dell'acqua, mentre i soci di Acea SpA saranno chiusi in assemblea a discutere di dividendi e della creazione di una “new-co dell'acqua” che garantisca ad Acea l'espansione in tutto il Centro Italia. Nomi nuovi per vecchie privatizzazioni.

La nostra risposta sarà sempre quella della difesa del diritto all'acqua, in piazza e agli sportelli antidistacco nati in città (bastadistacchi.blogspot.it).

Perché da soli è difficile difendersi, ma insieme si può vincere!






mercoledì 28 gennaio 2015

Basta Distacchi!

Ma è possibile staccare l'acqua?

Purtroppo, essendo il servizio idrico gestito in forma privatistica, ci troviamo nel controsenso che un diritto umano universale (Risoluzione Onu 28 Luglio 2010), viene trattato come una merce, quindi, come altri servizi, può essere interrotto in caso di morosità.
Cosa prevede Acea in caso di morosità?

Dalla carta dei Servizi di AceaAto2:
Situazioni di morosità
"In caso di morosità il gestore procede alla sospensione del servizio. Il gestore provvede, prima di sospendere l’erogazione, ad inviare al medesimo sollecito di pagamento, con preavviso di distacco. Il gestore, nei casi in cui proceda a distacchi per morosità o per errore, effettua il riallaccio entro il giorno lavorativo successivo al pagamento delle bollette insolute o entro il giorno lavorativo successivo alla produzione del documento comprovante l’avvenuto pagamento, ad eccezione dei casi in cui la sospensione sia stata effettuata con l’eliminazione dell’impianto."